Come costruirsi una reputazione con google+

Il modo migliore per iniziare a costruire una forte presenza in G+ con tutto quello che ne consegue è interagire con profili autorevoli, tuttavia non va fatto a caso, non basta commentare e mettere +1 a casaccio, bisogna agire con intelligenza, presentandosi e facendosi vedere pertinenti  di quello che stanno parlando, entrare nel giro di chi condivide i tuoi interessi richiede impegno tempo e anche studio.

Vedere profili autorevoli significa anche studiarne il modo di fare nel campo di interesse. Certo bisogna considerare però se l’equazione tanti follower = post di successo è valida, come si è detto più volte è la conversazione la chiave di tutto, avere un sacco di persone che seguono la foto di un gattino che dorme in una scarpa non crea chi sa quale valore aggiunto.

Tuttavia in G+ le più seguite non sono solo le cose più banali o famose e qui vedremo perché:

Maurizio Ceravolo ha realizzato un’analisi per studiare quali sono i criteri di una pagina più seguita.

Ha preso in esame i 480 profili G+ italiani più seguiti e ha analizzato il coinvolgimento dei follower.

 

Per tutti i 480 sono stati presi in considerazione la lista delle persone che seguono e la lista dei loro ultimi 100 post pubblici.

A differenza di Twitter dove i più seguiti sono i vip su Google+ la maggioranza sono per lo più persone comuni evidenziando come la qualità dei contenuti su questo social influisca sulla e più della quantità.

Tuttavia insieme questi 480 seguono più di 300 mila profili, ora è impossibile che questi effettivamente seguano un così alto numero di persone e infatti lo giustifica con la solita necessità di trovare follower.

Come si concilia questa ricerca indiscriminata di follower con la qualità dei post? Come si è visto prima chi riesce a gestire bene le sue cerchie fa della qualità il perno fondante dei suoi follower anche se non si è una persona famosa, tuttavia per farlo bisogna essere degli utenti di G+ esperti, dedicarci lavoro e impegno, mentre la gran parte delle persone usa G+ in modo basico molti addirittura sono presenti senza nemmeno saperlo.

Continuando l’analisi di Maurizio Ceravolo si è cercato le categorie più numerose e seguite tra i top account e sorprendentemente è apparso quanto il web sia un mondo visivo, tra i più seguiti abbiamo infatti quelli legati al mondo telematico (web, social e tech), la categoria delle immagini e i fotografi. Tuttavia il gruppo dei fotografi è molto isolato e condivide quasi esclusivamente al suo interno, la categoria delle immagini è più interconnessa ma è il mondo telematico/web ad essere più relazionato.

Molti post però sono brevi e di pochi contenuti e gran parte delle azioni si limitano al +1, a riprova che farsi dei follower è semplice, coinvolgere una conversazione e affezionare i propri follower è molto meno semplice. Se si guarda poi l’analisi dell’autorevolezza (con G+ Author Rank) si vede che questa tendenza è confermata, poche delle persone con molti follower non per forza guadagnano in autorevolezza, un fotografo con 35mila follower riesce a coinvolgere conversazioni con utenti autorevoli o nella top 480 per via dei suoi contenuti, mentre altri utenti con più di un milione e novecento follower come Elia Locardi non è tra i più autorevoli perché non riesce a ingaggiare tanti utenti quanti il fotografo.

Ora tutta questa stima di cifre e dati per dire una cosa sola. Il contenuto conta più di ogni altra cosa, per riuscire a diventare una forte presenza bisogna sapere bene quello che si vuole, porsi degli obbiettivi e definire il proprio brand, tutto questo non disperde i contenuti. Ci vuole anche una dose di sano realismo quindi è importante definire un budget sia monetario che di energie e lavoro su quanto si vuole investire in G+, avere un piano editoriale sui propri contenuti quindi cosa pubblicare e quando e sopra ogni cosa dedicare rispetto ed affetto ai propri follower prestando sempre molta attenzione a quello che ci circonda.

Vuoi sapere di più su questo argomento? Leggi il libro scopri google plus e conquista il web da cui è tratto liberamente questo articolo.

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