Hovercard, Authorship e Author Rank

Per cominciare a vivere il mondo di GooglePlus bisogna prima di tutto creare un account Google; anche se molti probabilmente già lo posseggono è bene parlarne per poterne sfruttare al meglio tutte le possibilità.

Con un account Google, infatti, si accede automaticamente a tutti i servizi di Google (per questo tanti si sono trovati catapultati in Google+ senza saperlo) ed è esattamente questo account che darà la prima impressione di noi in ogni contenuto che creeremo nell’ecosistema Google ed in particolare per qualsiasi azione in Google+.

Google+ ha fatto la scelta coraggiosa di cambiare il modo di interagire in rete al grido di: basta nickname!

Il minimo che si possa fare per rendere credibili i nostri contenuti è quello di presentare noi stessi senza nasconderci nell’anonimato; una conversazione tra persone mascherate risulta tutto sommato falsa.

Nome e cognome sono obbligatori, nulla vieta di aggiungere anche un nickname nella sezione dedicata, ma non può sostituire la nostra identità.

In questo clima di fiducia anche l’immagine del profilo diventa importante, mettere un’immagine buffa o “coccolosa”, pescata chi sa dove sulla rete, può certamente risultare divertente, può dire anche qualcosa di noi, ma mal si accorda con lo spirito di Google+. È, tutto sommato, meglio mettere una nostra foto, nitida e non sgranata, preferibilmente in formato 250×250. Questa immagine infatti apparirà in tutti i servizi Google che utilizzeremo e presentare noi stessi fin dall’inizio dà un senso di affidabilità e fiducia.

Certo non si deve rinunciare a mostrare i propri interessi o passioni ed è per questo che ci si può sbizzarrire sull’immagine di copertina che, al contrario dell’immagine di profilo, fa solo da sfondo alla pagina.

Scelta l’immagine si passa alla “scheda informazioni”, qui verrà chiesto di presentarsi: storia, lavoro, persone che ti seguono e siti o blog gestiti, luoghi in cui si è vissuto ecc. Anche qui come in un Curriculum (e restando in tema con lo spirito di Google+) l’onesta e la semplicità pagano sempre.

Bene, chiusa questa piccola parte di galateo telematico guardiamo altre due importanti funzioni offerte dall’account.

La prima è l’Hovercard, un mini biglietto da visita digitale che accompagna l’immagine di profilo ovunque.

Se qualcuno che non ti conosce vede dei tuoi contenuti che apprezza, la prima cosa che farà sarà controllare la tua Hovercard e se la tua immagine di profilo con la tua mini descrizione saranno piaciute potrà aggiungerti alle sue cerchie senza necessariamente passare per il tuo profilo.

L’Hovercard mostra assieme al nome e cognome, l’immancabile immagine di copertina (molto importante l’uso di un’immagine efficace per promuovere il proprio brand), la tua breve descrizone, il titolo occupazionale, il titolo di studio e la posizione geografica.

La seconda è l’Authorship, uno degli elementi più importanti di Google+, ossia una specie di certificazione d’autore che ti permette di proteggere i tuoi contenuti da copie e plagi.

L’Authorship apre ad un’altra funzionalità correlata di Google ossia l’Author Rank: conoscendo con l’Autorship ciò che pubblichi Google assegna un valore ai tuoi contenuti, in base ad affidabilità, pertinenza e popolarità, che andrà poi ad influire sulla posizione in cui i contenuti stessi appariranno sulla pagina del motore di ricerca.

E tutto questo è solo l’inizio, l’anticamera di ciò che può offrire Google+.

Vuoi sapere di più su questo argomento? Leggi il libro scopri google plus e conquista il web da cui è tratto liberamente questo articolo.

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